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CHI
SIAMO
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S'ALBAIDA
- Nicolau Espinosa: Chitarra, liuto, mandolino e mandola. - Joan Carles Villalonga: Voce e chitarrone. - Anna Villalonga: Voce e chitarra. - Nicolau Sáiz: Basso. - Lino Vidal: Flauti (dolce e traverso), tenora e flabiol. - Itamar Lima: Percussione. |
Hanno fatto parte del gruppo:
- Miquel Mariano: Voce e percussione.
- Moisès Pelegrí: Percussione.
- Pepe King: Basso.
- Ona Cardona:
Clarinetto.
- Bep Marí:
Chitarra e voce.
- Benet:
Clarinetto.
Collaborazioni e ringraziamenti:
- Yolanda Sanz:
Fotografie e vendite.
- David Pelegrí:
Fotografie e vendite.
- Lluís Gómez:
Fotografie.
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CHE
SUONIAMO
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Il Liuto
È uno degli strumenti più pintoreschi e carismatici, data la lunga storia che c'è dietro ad esso, piena di sfumature, variazioni, perfezionamenti...Sembra, secondo ci spiegano quelli che hanno studiato questi temi, che abbia quattro mila anni di storia, giacché data dal II millennio a.C., con il suo origine nella civiltà sumeria. È evidente che la differenza fra i primi liuti di quegli anni remoti e quelli che conosciamo noi è considerevole, dato che lo strumento ha subito molti cambiamenti, man mano che si va espandendo per tutta l'Asia (Persia, India, Cina, Afganistan...), prendendo diverse forme e stili.
Il liuto che irrompe nel mondo occidentale, che è quello che noi conosciamo, proviene dal mondo arabo, donde il nome, formato dall'articolo 'al' e dal sostantivo 'ud', che significa 'legno'. Questo liuto comincia a perfezionarsi dal XI secolo, nel XIII entra nei cerchi colti dell'Europa Occidentale. L'evoluzione posteriore gli darà la fisionomia attuale. Così, dunque, è uno strumento che potremmo qualificare di caratteristicamente mediterraneo.
Il liuto che conosciamo, quindi, ha la cassa piana, abbastanza grande, che dà una grande risonanza al suono delle corde. Sopra la cassa ha tre buchi, chiamati 'rosetes' che prendono una forma caratteristica. Consiste in dodici corde, che sono in realtà sei coppie.
Nel mondo arabo, i liuti servivano sia per interpretare musica
colta (a modo di strumenti solisti), sia per accompagnare nella musica popolare.
Nella musica tradizionale menorchina, il liuto è stato sempre presente,
riempendo di sonorità il racconto dei musicisti. Il ruolo del liuto in
S'Albaida ha questo elemento popolare, della musica tradizionale, ed include
il virtuosismo con cui si perfezionò lo strumento dal Rinascimento. Quel
che ne risulta è un suono che dà carattere e allo stesso tempo
esponateneità, per quanto anche si lascia spazio all'improvisazione.

Il mandolino
Un altro strumento a corde anche impiegato in alcuni temi è il mandolino. Nei suoi origini, prende caratteristiche dal liuto, e data dal Rinascimento. È italiano, e lì è dove appunto ha più trionfato. Fu presente nella musica popolare italiana, sebbene ha visto come importanti musicisti colti l'hanno incluso. I primi costruttori importanti di mandolini furono milanesi, però quello che più si è trasmesso è quello dei costruttori napoletani. Consiste in quattro corde doppie ed è sensibilmente più piccolo del liuto. La differenza principale di suono con questo strumento è che il mandolino è più acuto e in alcune canzoni può acquistare un grado di lirismo molto suggestivo.

La Chitarra
È lo strumento a corde più conosciuto e impiegato. L'origine è confusa, ma sembra che abbia un antenato nella citara grecolatina, passando per il mondo arabo, dal quale s'introdusse nell'antico Al-Andalus. Durante il Rinascimento, mentre in Europa trionfava i liuto, in Castiglia prendeva popolarità la chitarra, per ciò ha conservato il nome di chitarra spagnola. Alla fine del XVII secolo, lo strumento prende la forma praticamente definitiva che ancora conserva. Consiste in sei corde semplici.
Lo strumento sempre è stato presente nei gruppi di musica
popolare, come base per l'accompagnamento delle melodie. In S'Albaida, la chitarra
ha un ruolo importante nell'accompagnamento, ma anche prende importanza nei
punteggiati di alcune delle composizioni proprie. Anche si approfitta un tipo
d'accompagnamento come quello del flamenco, in alcuni casi, tipo di musica che
più rendimento ha ottenuto da questo strumento.

Il Chitarrone
È uno strumento, questo sì, eminentemente popolare.
È come un chitarrino piccolo e la sua funzione è quella d'accompagnare
e di dare un suono più acuto a questo accompagnamento. Secondo sembra,
anche se sia qualcosa di confuso, la sua origine è catalano-valenziana,
sebbene se ne trovano alle Canarie. È molto simile al 'tiple', ma ancor
più piccolo. È stato sempre presente nei gruppi folklorici.
La maniera da suonarlo è sempre arpeggiando le corde, di solito non si
punteggiano. Ugualmente, la grazia dello strumento è il gioco con il
ritmo, bisogna trovare i contrappunti al compasso, è importante che non
sia sempre un ritmo liscio, a tempo, ma variato, a volte inaspettato.
Il Basso acustico
È uno strumento a corde, con una cassa da risonanza abbastanza grande e con quattro corde grosse che emettono un suono abbastanza grave. Questo strumento, come tutti i bassi che esistono in qualsiasi formazione musicale (il contrabasso, il basso elettrico, la tuba...) è quello che sostiene la base armonica nella musica, siccome hanno segnalato molti teorici musicali. La voce grave dà profondità alle composizioni e alle canzoni.

Il Flauto
Si può dire che è uno degli strumenti più antichi che si conoscono e allo stesso tempo dei più universali, giacché da anni remoti se ne trovano per tutto il mondo. Sono stati trovati flauti d'osso d'epoca Paleolitica. Basicamente se ne distinguono due tipi: verticali e trasversali.
In Europa, sia une sia le altre, arrivano verso il XII secolo - provenienti dall'Asia, le trasversali concretamente dalla Cina. Il flauto verticale prende subito più slancio, sia a livello popolare sia colto. Nel XVIII, però, si faranno composizioni per flauto traverso, che acquisterà più importanza e più perfezionamento tecnico per quanto riguarda la musica colta.
A livello popolare, il flauto verticale, chiamato comunemente flauto dolce, è stato quello che ha avuto più accettazione. I gruppi folklorici hanno utilizzato spesso questo strumento come solista nelle arie popolari. Il flauto traverso, invece, non tanto. S'Albaida utilizza i due dipendendo dal tipo di melodia che si stia facendo, guardando quale c'entra meglio.
Altri varianti di flauto dolce, anche utilizzati in alcune canzoni,
sono il sopranino e il flabiol, di provenienza catalana, ed impiegati anche
nelle feste popolari di Menorca (ricordiamo la figura del fabioler che precede
le colcades). Ci sono parecchie melodie popolari che sono speciali per flabiol.
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Il Clarinetto
Questo strumento, siccome lo conosciamo, è del XVIII secolo, quando un costruttore europeo fabbrica il primo esemplare. L'abasto di questo strumento non è, in questo caso, popolare, ma soprattutto colto, usato nella musica classica, e successivamente prenderà importanza in musiche come il jazz.
Comunque, possiamo trovare antecedenti diretti nei chalumeau
francesi, che sono una variante europea relativamente moderna dei primi strumenti
che si conoscevano di questa famiglia, che datano dal terzo millennio avanti
Cristo, con un'origine egiziano.
Quindi, possiamo parlare d'uno strumento, questo sì essenzialmente mediterraneo.
L'antico clarinetto, chiamato 'zumarah', si estese per le coste di questo mare,
per l'Asia Minore, per i paesi europei e per il mondo islamico.
Nelle loro composizioni, S'Albaida vuol fare eco di questo abasto
mediterraneo dello strumento, presente nelle musiche dei paesi islamici, d'influenza
importante. Per altra parte, sono le caratteristiche tecniche dello strumento
dal XVIII secolo quelle che si possono approfittare.

La Percussione
Includiamo con questo termine così generico tutti gli strumenti che vengono usati come base ritmica nelle canzoni di S'Albaida. È uno degli elementi più caratteristici del gruppo. Il lavoro a livello ritmico è evidente, e dal quale partecipano tutti gli strumenti. Quelli di percussione, però, prendono una rilevanza speciale, dando fisionomia speciale alle composizioni. Sono molti gli strumenti che compongono questo insieme. La mescolanza di questi e la distribuzione loro sopra lo scenario è un modo di capire la funzione della percussione.
La maggioranza di strumenti sono tradizionali accanto ad alcuni
più universali, e potremmo fare una lunga lista: bongos, djembé,
darabouka, tamburello, nacchere, 'cardussa', 'ximbomba', triangolo, cassa, piatti,
timpiani... In pratica si fa un uso abbastanza completo di questi, combinandoli
fra loro nelle diverse canzoni.